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Due parole su Ali di China

La cosa più saggia è sempre cominciare dall'inizio, come dimostra il mio libro, che appunto si avvia con un brano dal titolo la terza volta. Beh, almeno qui cercherò di riparare.

Bene. Dunque: per partire dall'inizio devo prima dirvi, in tutta sincerità, che Ali di China è una storia nata in maniera completamente casuale e disorganizzata. Lo so, lo so che questo per un romanzo è una mezza follia. Ma questo libro non è nato per essere un libro... Ho la sensazione di andar sempre peggio. Aspettate, aspettate un istante solo, rimetto il nastro da capo...

Eccoci. Era una sera, affatto buia e senza l'ombra di una tempesta, praticamente una ordinaria sera primaverile milanese, quando uscii a cena con un'amica. Se la cosa fa una qualche differenza, il menù fu giapponese. Poco sakè, solo al termine. Ma divago.

Fatto sta che avevo in borsa un brano, breve, brevissimo; praticamente il primo frammento dal titolo la terza volta a cui mancava solo la chiusura. Glielo feci leggere, così, per gioco. Invece a lei piacque per davvero. Spronato da quel primo inatteso successo e animato da quella spensierata e portentosa leggerezza di chi in fondo non abbia un beneamato accidente da perdere, aprii un blog e cominciai a pubblicare, un frammento alla volta, il seguito a quelle venti righe. Visto cosa può fare una donna?

Insomma, non che credessi davvero di portare a compimento una vicenda nata su sole venti righe. Ed effettivamente in ben due momenti, verso il quinto ed il ventesimo frammento, credetti che la storia fosse sul punto di incepparsi senza possiblità di sblocco. Ma la sorte non mi ha poi maltrattato tanto e, con mio grande sollievo, la trama si è sempre dipanata. Dico sollievo perché sarà ben vero che sono partito alla giornata e senza crederci; ma arrivato al ventesimo frammento, voi mi capite quando dico che almeno un pochino cominciavo a tenerci.

Ebbene, eccolo qui. Finito. (Finito? Mannaggia, la voglia di aggiungere non è passata. Ma non è più un blog...) Adesso sta a voi, lettori. Spero mi userete la cortesia di farmi notare se i miei occhi vedano risplendere questo libro d'un qualche pregio che i vostri, certamente lucidi ed obiettivi, sinceramente non colgono. Per questo, per il suo contrario, e per non costringervi ad un acquisto alla cieca, ho mantenuto disponibile il blog originale dove il libro ancora si trova, salvo qualche ritocco stilistico e qualche strafalcione in meno, intatto nella narrazione. Potete visitarlo all'indirizzo www.alidichina.net.

Buona lettura.

Chi è Andrea Varano?

Bisogna pur che ve lo dica: Andrea Varano, in realtà, non esiste. Almeno, non quello che ha scritto questo libro. Ce ne saranno altri, non lo metto in dubbio, ma quello che ha scritto questo libro, proprio no.

Andrea Varano è uno dei tanti pseudonimi che nascono e muoiono dentro la Madre Rete. Andrea Varano è quella parte di me che si diverte maledettamente a scrivere, a esplorare le possibilità infinite di trasporre le sensazioni e le esperienze in parole.

Ali di china è già il terzo romanzo che inizio e prevedibilmente è stato anche il primo e per ora unico ad approdare da qualche parte. Se abbia fatto bene a perseguire questa strada, chiudendomi in casa nelle giornate di sole, me lo direte voi.